Quando si pensa a un prestito, la prima domanda è quasi sempre la stessa: «me lo concederanno?». È comprensibile, ma è la domanda sbagliata da cui partire. Perché mette al centro la decisione di qualcun altro — la banca — e lascia in secondo piano l’unica cosa che riguarda davvero te: cosa succede al tuo bilancio dopo che la rata inizia a essere addebitata.
Il metodo Fidix ribalta la prospettiva. Non prova a indovinare cosa deciderà un istituto, e non è uno strumento che valuta il tuo merito creditizio. Fa una cosa più semplice e più utile: prende i tuoi numeri — reddito, spese fisse, importo e durata che hai in mente — e ti mostra quanto quella rata peserebbe sul tuo reddito e quanto ti resterebbe ogni mese per vivere. Tutto qui. Ma è esattamente l’informazione che troppo spesso manca prima di firmare.
L’incidenza rata/reddito: il numero che conta
Una rata non è «alta» o «bassa» in assoluto. È alta o bassa rispetto a quanto guadagni. Per questo si misura in percentuale del reddito.
L’indicatore di partenza è l’incidenza rata/reddito (in gergo, rapporto rata/reddito o RRR). Il calcolo è elementare:
incidenza = (rata mensile ÷ reddito mensile netto) × 100
Un esempio concreto. Con un reddito netto di 1.500 € al mese e una rata di 300 €, l’incidenza è 20%: un quinto dello stipendio se ne va in rata, quattro quinti restano. Con la stessa rata di 300 € ma un reddito di 1.000 €, l’incidenza sale al 30%: la stessa cifra «pesa» molto di più. Stessa rata, sostenibilità diversa.
Se hai già altri impegni mensili — un altro finanziamento, un mutuo o un affitto — vanno sommati alla nuova rata, perché concorrono tutti a ridurre il reddito che ti resta. L’incidenza «vera» è quindi data dal totale degli impegni diviso il reddito.
Le soglie di buon senso (e da dove vengono)
Non esiste una soglia magica, ma esistono riferimenti di prudenza condivisi. La stessa Banca d’Italia, nelle sue rilevazioni, indica come ragionevole un rapporto rata/reddito intorno al 30-35%. Tradotto in pratica:
| Incidenza | Lettura | Cosa significa |
|---|---|---|
| fino al 25% | Equilibrio | La rata pesa poco: ampio margine per spese e imprevisti. |
| 25% – 35% | Sostenibile, da monitorare | Gestibile, ma lascia meno cuscinetto. Meglio avere le spese fisse sotto controllo. |
| oltre il 35% | Sotto pressione | La rata assorbe una quota importante del reddito: alto rischio di tensione di liquidità. |
Sono indicazioni di buon senso, non regole assolute: chi ha un reddito alto può sostenere incidenze leggermente superiori senza problemi, perché ciò che conta davvero è il valore assoluto di quanto resta. Ed è il punto successivo.
Il margine mensile: quello che resta conta più della percentuale
Due persone con la stessa incidenza del 35% possono trovarsi in situazioni molto diverse. Chi guadagna 1.200 € e ne destina 420 alla rata resta con 780 € per tutto il resto. Chi ne guadagna 3.000 e ne destina 1.050 resta con 1.950. La percentuale è identica, il margine no.
Per questo il metodo Fidix guarda sempre anche al reddito residuo: quanto ti rimane ogni mese dopo aver pagato la rata e gli altri impegni. E lo confronta con una stima del minimo vitale del tuo nucleo familiare — la soglia sotto la quale coprire le spese essenziali (casa, cibo, utenze) diventa difficile. Una rata può essere «nei parametri» in percentuale e comunque lasciarti un margine troppo sottile: è proprio questo che conviene scoprire prima, non dopo.
Come si calcola la rata (la formula, senza misteri)
La rata di un prestito a tasso fisso si calcola con l’ammortamento alla francese, lo stesso metodo usato da banche e finanziarie e dalla funzione PMT di Excel. La formula è:
rata = importo × [ i × (1+i)n ] ÷ [ (1+i)n − 1 ]
dove i è il tasso mensile (il TAN annuo diviso 12) e n è il numero di mesi. Non serve farla a mano: il punto è capire che la rata dipende da tre leve — importo, durata e tasso — e che muovendo queste leve la rata cambia in modo prevedibile.
Le due leve per alleggerire una rata
Se l’incidenza risulta troppo alta, hai sostanzialmente due strade:
- Allungare la durata. Più mesi significano una rata mensile più bassa, quindi un’incidenza minore. Il rovescio della medaglia: paghi più interessi nel complesso, perché il costo totale del finanziamento sale.
- Ridurre l’importo. Chiedere meno (o anticipare una parte) abbassa direttamente la rata. È la leva più «pulita» sul costo totale, ma non sempre è possibile.
C’è poi un terzo fattore che non riguarda la matematica della rata ma il bilancio complessivo: un secondo reddito nel nucleo familiare. Se in casa entrano due stipendi, il reddito disponibile su cui calcolare l’incidenza è più alto, e la stessa rata pesa di meno sul bilancio comune.
TAN, TAEG e il costo reale
Quando confronti offerte, la rata da sola non basta. Servono due numeri:
- TAN (Tasso Annuo Nominale): il tasso di interesse «puro» applicato al capitale.
- TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): il costo complessivo, che include interessi e spese accessorie (istruttoria, incasso rata, imposte). È il numero giusto per confrontare due prestiti, perché due offerte con lo stesso TAN possono avere TAEG molto diversi.
Capire l’incidenza della rata ti dice se puoi sostenere il finanziamento; confrontare i TAEG ti dice quale finanziamento conviene. Sono due verifiche diverse, entrambe utili.
Perché farlo prima, e senza lasciare tracce
Il vantaggio di ragionare sui propri numeri prima di muoversi è doppio. Da un lato eviti di scoprire dopo aver firmato che la rata ti lascia con troppo poco a fine mese. Dall’altro, il calcolo del metodo Fidix avviene localmente: non interroga il CRIF né altre banche dati, non trasmette i tuoi dati a istituti di credito, non genera richieste formali. Nessuna traccia, nessuna telefonata commerciale. È semplicemente un foglio di calcolo intelligente che lavora per te.
Cosa il metodo Fidix non è (trasparenza)
Per onestà, è giusto dire chiaramente cosa questo strumento non fa:
- Non valuta il tuo merito creditizio e non stima alcuna «probabilità di approvazione». Misura la sostenibilità della rata sul tuo bilancio, che è un’altra cosa.
- Non è una pre-delibera né una garanzia di erogazione. La decisione di concedere un finanziamento spetta sempre e solo all’istituto, che applica criteri propri.
- Non è uno strumento di mediazione creditizia. Fidix non è iscritto a OAM, non eroga finanziamenti, non mette in contatto con istituti di credito.
- Non sostituisce la visura dei SIC. Per conoscere lo stato del tuo CRIF esiste la visura gratuita prevista dal Codice di Condotta.
In sintesi: il metodo Fidix non ti dice se otterrai un prestito. Ti dice se quel prestito, alla rata che comporta, ha senso per il tuo bilancio. È la domanda da cui dovrebbe partire chiunque, prima di tutte le altre.